culturAPICE - Apice nella Storia – Archeologia – Cultura e Arte

culturAPICE

Apice nella Storia -Archeologia - Cultura e Arte

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22 Settembre

22 Settembre

ore 18:00
Convegno e presentazione video territoriale
Ex Casa Comunale – Apice Vecchia

23 Settembre

23 Settembre

ore 18:00
Inaugurazione mostra fotografica e dei costumi storici
a seguire enogastronomia dei prodotti tipici locali e cucina d’epoca Romana
Ex Casa Comunale – Apice Vecchia

29 Luglio

29 Luglio

ore 21:30
EUGENIO BENNATO
Piazza della Ricostruzione – Apice

Apice

Il Comune di Apice con CulturAPICE “Apice nella Storia-Archeologia-Cultura e Arte”, si vuole inserire nel variegato panorama dei Grandi Eventi Regionali, avendo come scopo quello di mettere in luce, la sua Storia, la sua Archeologia, la sua Cultura e Arte inserite nel più vasto territorio conosciuto come “Beneventano”.

L’obiettivo preposto è quello di accrescere il livello culturale, artistico e sociale degli abitanti del territorio beneventano e di attrarre nuovi flussi di visitatori non solo locali ma provenienti da altre provincie e regioni della Comunità Europea. Lo scopo  principale è valorizzare il bene riqualificato attraverso il progetto suddetto, ora dismesso, e accrescerne la fruibilità, valorizzando nello stesso tempo tutti i siti culturali principali del territorio.

Apice è un comune Italiano di circa 6.000 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Sorge a circa 15Km dal capoluogo di provincia sulla destra del Calore, la dove passano la prima Via Consolare dell’antichità. L’ Appia – Regina Viarum.

Storia

La storia del territorio apicese, nonostante le origini non certe, vanta la presenza di nomi illustri che si sono adoperati per la conquista di questi territori. Teatro di scontri tra i poteri maggiori , Apice ha saputo con il tempo affermare la propria solidità , contando sui punti di forza e sulle ricchezze locali. 

L’origine etimologica del nome Apice deriverebbe da apex in riferimento alla collocazione sulla sommità di un colle Inoltre le fonti storiche raccontano di un Marco Apicio gastronomo, cuoco e scrittore di trattati di cucina  romana. Secondo altri il nome Apice trarrebbe origine dall’antico popolo degli Japigi, popolazione indoeuropea stanziatasi tra il II e il I millennio a.C nell’odierna Puglia.

Il primo riferimento storico lo si trova nel 709 in un atto di concessione del principe Grimoaldo ai monaci di Montecassino. Il territorio, dal regno longobardo alla dominazione spagnola e oltre è sempre stato contesto di discordia e terreno di sanguinose battaglie. La sua trasformazione sociale parte dall’affermarsi come contea insieme a quella di Ariano nel 1186 , alla sua evoluzione come ducato solo nel 1700, a favore della famiglia Tocco, per decisione del re Carlo di Spagna. Nel 1861, dopo numerosi tentativi per conquistare una propria indipendenza dai dominatori, entra a far parte della provincia di Benevento. Molte le famiglie nobiliari che hanno preso parte al consolidamento del paese . luogo che nel corso degli anni è andato sempre più incontro ad uno sviluppo socio-economico caratterizzato da una voglia di affermazione e da una ricchezza che si ritrova ancora nei sentieri storici rimasti intatti nel tempo. 

Messo a dura prova dalle distruttive scosse sismiche, a partire dal 1962 e completamente poi dal 1980 la popolazione ha gradualmente abbandonato il suo amato borgo per ricostruire una propria stabilità poco distante. Nonostante questo, l’anima dell’antica Apice riecheggia nei monumenti ancora intatti, nelle mura rovinate dal tempo ma pur sempre ancora in piedi e negli occhi di chi ha vissuto la propria vita in quei vicoli, a cui il ricordo resta eternamente legato.

Archeologia

Gli studi condotti nel corso degli anni hanno portato alla scoperta e riscoperta di tracce storiche lasciate dal tempo lungo tutto il territorio apicese. Il vecchio borgo è colmo di strutture garanti di un percorso storico intenso , a partire dal cuore stesso del paese che si ritrova dell’imponente Castello Dell’Ettore. Residenza di molteplici nomi illustri ancora oggi vive nella sua bellezza e particolarità. Roccaforte di sicurezza nei periodi più difficili attraversati nel tempo e luogo di familiarità e cultura, regala una grande attrattività essendo riconosciuto ormai come monumento nazionale.

I vicoli stretti che da esso si diramano accompagnano chi li percorre ai punti di maggiore interesse. La Chiesa  madre di S. Maria Assunta in cielo, di origine longobarda, che conserva ancora la sua struttura originaria con tre navate di stile ionico e dipinti alle pareti  rappresentanti  immagini sacre. Al di fuori ancora una nicchia resta salda con la figura di un abate; la Chiesa di S. Nicola la cui nascita è legata ad un’antica leggenda ed in cui nel 1924 venne benedetta la prima fonte battesimale. Entrambe le chiese hanno conservato nel tempo reliquie di grande valore; i Palazzi Signorili che abbelliscono ancora, nonostante i segni del tempo, i vicoli del vecchio paese e che conservano ancora affreschi che non passano inosservati.

I riferimenti storici si ritrovano anche al di fuori del vecchio borgo, sia per una buona manutenzione che per studi minuziosi che hanno portato alla luce testimonianze di civiltà antiche. Nelle zone limitrofe del territorio  ritroviamo il Convento di S.Antonio, edificato nel 1530 da Ludovico Fossombrone, che ancora oggi attira molteplici visitatori soprattutto nei giorni della ‘tredicina’; la Fonte Miracolosa, poco distante dal convento, importante per la leggenda su San Francesco che fece zampillare acqua da una roccia, ancora li posizionata con le impronte delle tre ipotetiche dita. Questo luogo venne visto come un’ancora di salvezza in tempi di dura carestia  e legò il paese ad una grande devozione per il Santo; Ponte Rotto, in località Morroni, che accompagna per un tratto il percorso della Via Appia, denominata dagli antichi romani Regina Viarium, che è ancora oggi una delle strade più importanti e cariche di significato storico di tutti i tempi. Da sottolineare il partnariato con l’UNISA per la promozione di questo tratto di strada, a testimonianza dell’antica presenza romana nei nostri territori. 

L’obiettivo è quello di valorizzare il territorio nella sua interezza e valenza storica, certi dell’importanza del percorso affrontato nel corso dei secoli da chi ha vissuto pienamente queste terre.

Cultura

Gli eventi culturali che si ripetono come rintocchi della stessa campana ormai da tempo accompagnano la tradizione del nostro paese. La cultura si ritrova non solo nelle costruzioni concrete che arricchiscono di storia il territorio, ma in tutte le occasioni che uniscono chi vive il nostro tempo. 

Il racconto della storia, la musica, l’arte culinaria e la religione sono solo alcuni degli ingredienti basilari degli eventi che si ripetono annualmente nel nostro paese e nei territori limitrofi e che vanno ad arricchire le opportunità di crescita culturale. Le tradizioni del territorio si accompagnano all’evoluzione ma restano legate ai principi culturali della nostra comunità.  Questo lo si ritrova nelle ricorrenze tradizionali del paese, o con la cultura culinaria che riempie ancora le tavolate nelle case degli apicesi di prodotti tipici ricavati dal duro lavoro di chi ha scommesso tutto sul proprio territorio. La cultura lega le persone e fa si che possano parlare lo stesso linguaggio, basato sulla fiducia nel progresso ma ancorato lo stesso al passato che puntualmente ritorna. Ognuno ha la possibilità di sentirsi padrone di quel momento, con una propria idea di cultura da trasmettere o tenere per se, ma pur sempre da vivere. Rilevante è anche la promozione della nuova cultura dell’accoglienza che grazie alle attività presenti nel centro storico trova sempre più riscontro in loco, nei visitatori e turisti e della rivalutazione del paesaggio rurale che sta avvicinando sempre più giovani alla fotografia.

Arte

L’arte ha sempre caratterizzato e dato lustro alle ricchezze e bellezze di un luogo. La volontà e l’obiettivo, attraverso soprattutto il susseguirsi di eventi ed iniziative culturali è quello di qualificare il Borgo Antico di Apice come polo attrattivo delle diverse forme dell’arte e delle sue mille espressioni. Borgo, caratterizzato da una struttura a “conchiglia”, che nell’immaginario comune è diventato un museo a cielo aperto che offre ancora oggi la possibilità di riconoscere la vita di un tempo e di riscoprire le specificità del patrimonio paesaggistico dell’area, tra cui i numerosi immobili ancora ben conservati.

Il Castello dell’Ettore caratterizzato da due torri ben conservate e da una cappella votiva affrescata inaugurato nel dicembre 2016 bene si presta alla divulgazione delle arti pratiche e figurative. Tra l’altro il Castello ospita un Museo di Arte Contemporanea e un Museo di Arte Contadina, con un allestimento affiancato da una mostra archeologica permanente e sull’Appia Antica. Nello stesso senso e con la voglia di far riscoprire questo territorio ricco di storia, sono molte le attività proposte dall’assessorato al Turismo, dalle associazioni locali, dalla Pro Loco e dalla Scuola Artistica già presente in loco e condotta dal Maestro Antonio Frusciante.

Ex Palazzo del Municipio

L’immobile che si intende recuperare è ubicato nel Borgo Antico del Comune di Apice nell’area denominata Piazza Municipio in pieno centro storico. Attualmente  è  in  disuso essendo  stato  solo effettuati interventi  di  consolidamento strutturale e  non  di impiantistica  e  finiture  tali da  renderlo fruibile . 

L’edificio fu costruito negli anni “30 ed adibito a sede della casa Comunale fino al mese di ottobre dell’anno 2004.

Il fabbricato risponde a quei canoni di rigore, semplicità ed ordine propri dell’architettura fascista tipici di una tipologia edilizia rappresentativa del tipo monumentale.  

Il dibattito architettonico del decennio a cavallo del 1930 si articolò in Italia secondo due filoni contrastanti: il neonato movimento razionalista e quello tradizionalista neoclassico di stampo propagandistico e celebrativo imposto dalla cultura ufficiale del ventennio fascista. Il fascismo infatti, preferì architetture di tipo tradizionale, soprattutto con espliciti riferimenti al classicismo, sia perché questo significava ordine, sia per il richiamo con la Roma antica, richiamo sentito ed enfatizzato da un regime che sostenne di voler dare all’Italia il ruolo di dominatrice e riportare la Roma al livello imperiale a caput mondi. 

Ed in questo immobile ritroviamo linee, forme e quella monumentalità tipica dell’architettura del regime fascista.

Il Palazzo ha una forma regolare in pianta ed in elevazione. L’esterno presenta più ordini di aperture nei piani superiori, finestre e balconi che contribuiscono ad alleggerirne l’omogenea facciata.

L’intervento  è incardinato in un più ampio intervento di recupero di “contenitori”, essi stessi espressione di storia e cultura, che  l’Amministrazione Comunale  già da tempo sta  attuando  nel  Borgo  Antico. La valenza di tale progetto potrebbe, inoltre, riverberarsi sull’intero territorio, nella misura in cui la permanenza di esponenti del mondo della cultura, dell’arte, dell’università, dell’associazionismo inneschi occasioni di incontro, confronto ed eventi di richiamo anche internazionale. 

La creazione di un polo di animazione culturale avrebbe poi l’ulteriore obiettivo di coinvolgere il mondo giovanile, offrendo occasioni di crescita e conoscenza utili a contrastare una sempre più diffusa demotivazione determinata da un vuoto di valori.  

In tal senso, si considera importante sostenere lo sviluppo di iniziative artistiche, culturali o sociali, che possano favorire l’espressione della creatività individuale e della cultura collettiva (laboratori turistici, teatrali, attività artistiche, di animazione e comunicazione).

L’intervento  da realizzare consentirà di dare risposte alla domanda  di  fruizione  culturale  a  diversi  livelli:  domanda locale, comprensoriale e regionale.

La  fruizione complessiva infatti si rivolge a diverse fasce di  utenza , residenti e turisti . Inoltre l’intervento, in ragione delle sue caratteristiche anche  funzionali , presenta una notevole capacità di contribuire alla promozione del Borgo  Antico in quanto rappresenta una evidente soluzione di continuità visibile e percepibile rispetto al passato, ed una sorta di vetrina del concetto stesso valorizzazione . Tale intervento, in aggiunta ad altri dei quali costituisce integrazione diretta nell’ambito della complessiva strategia di recupero  e valorizzazione  del Borgo , concorrerà senz’altro alla creazione di una nuova coscienza sociale su questo tema.

News

Notizie utili

VG7 news

31 Lug , 2018   Video

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Reportage

31 Lug , 2018   Reportage

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Servizio Navetta

10 Lug , 2018   Navetta

SERVIZIO NAVETTA GRATUITO (fino a capienza massima) 27 luglio dalle ore 17.00 alle ore 24.00 da Parco Papa Giovanni Xxlll a Municipio Apice Vecchia 28 luglio dalle ore 09.30 alle ore 12.00 da Parco Papa Giovanni Xxlll a Municipio Apice Vecchia 29 luglio dalle ore 09.30 alle ore 12.00 da Parco Papa Giovanni Xxlll a Municipio […]